Al centro di tutto

mw_mediaarchive_image_685f5ee6678eec07314e3ddbde8dd09a_ricostruzione_3d_nuraghe_arrubiuDopo aver letto un articolo apparso su Sardegnamondo e relativo alla riflessione di Giuseppe Galasso, apparsa sul Corriere della Sera, mi sono sentito in dovere di fare alcune precisazioni.

Non sono uno storico, sono andato a memoria e potrei non essere stato impeccabile per quanto riguarda le date; se c’è qualche errore chiedo venia. 

Devo dire che il suo articolo Galassi è la stantia ripetizione di una serie di banali, offensivi ed infondati stereotipi. Tale discorso si regge sostanzialmente su due pilastri: su una pesante ignoranza in merito alla storia della Sardegna e su una malcelata presunzione di superiorità. Mentre la prima si cura con la conoscenza, per la seconda c’è poca speranza. Il fatto è che l’Italia, il suo mondo accademico, intellettuale e politico hanno sempre marginalizzato la Sardegna descritta come un mondo a se -cosa che lei di fatto riafferma- lontano dall’Italia e dal continente e dunque estranea al progresso e ai mutamenti storici della civile Europa. Un’isola sperduta che continua ad essere sempre uguale a se stessa, rimasta immune dalle vicissitudini storiche. E’ vero che lei fa riferimento all’Unità d’Italia e alla vita in comune; ma è curioso che nessuno citi mai la storia sarda precedente alla nascita del Regno d’Italia, è curioso che si ignori che la Sardegna esistesse anche prima. Vede Galassi, se usciamo dall’ottuso  e prevalente sguardo accademico -che vuole la cultura classica come metro di ogni cosa definibile come ‘civile’- scopriamo che senza le civiltà che l’hanno preceduta i greci e i romani avrebbero continuato a vivere nelle capanne. Si ignora, ad esempio, che la nostra isola ha ospitato una delle principali civiltà del mondo antico, quella Nuragica: la principale civiltà megalitica del mediterraneo, con un’importante ed enormemente progredito sistema di fortificazioni, una flotta navale, una grande conoscenza ingegneristica, una raffinata arte artigiana, la più evoluta e pregiata lavorazione dei metalli del mondo antico, ed una precisa scienza astrologica. Una popolazione che tesseva rapporti commerciali con tutte le principali civiltà mediterranee dell’epoca. Una civiltà che con la datazione dei Giganti di Monte ‘e Prama sarebbe l’inventrice della statuaria monumentale in occidente. Si ignora il progresso della Sardegna nel medioevo, quando per 6 secoli costruisce i Giudicati: monarchie ereditarie soggette al controllo di organi consultivi parlamentari e al popolo, che aveva per legge diritto di condanna a morte del sovrano se ritenuto tiranno. Giudicati che giunsero a scrivere la Carta de Logu, sistema di leggi scritte nella lingua del popolo (usata ufficialmente già 200 anni prima di quella italiana) che tutti nel regno erano tenuti a rispettare, senza distinzioni: un embrione di costituzione moderna, qualcosa a cui il grosso d’Europa arriverà solo nel alla fine del ‘700. Poi c’è stata la dominazione spagnola per 3 secoli che ha segnato usi e costumi, lingua e cucina. Infine, in un ‘700 tumultuoso per tutta l’europa arrivarono, per caso, i Savoia. Dei duchi di montagna, che parlavano francese e che francesi si considerarono fino a quando non intuirono di potersi espandere verso la penisola. Così verso l’inizio dell’ottocento i sardi iniziano a parlare una lingua sconosciuta, imposta dai piemontesi -che neanche questi sapevano parlare- e che nulla ha a che fare con la loro. Da qui inizia la nostra storia in comune. Una storia alla quale non manca uno sfruttamento delle materie prime in stile coloniale da parte della borghesia piemontese e genovese durante i primi decenni di regno savoiardo, non mancano le cacciate della nobiltà esistente per sostituirla con quella piemontese, la soppressione degli organi governativi sardi, il disboscamento dell’intera Sardegna meridionale(cosa che ne modificherà persino il clima) e l’impoverimento complessivo dei sardi che sfocia alla fine del ‘700 in una vera e propria rivoluzione con la quale viene costretto a scappare il viceré piemontese. Mi rendo conto che per l’Italia la Sardegna sia un mondo a se, ma sono convinto che pure l’Italia per i miei nonni era un misterioso concetto. Perché se è vero che l’Italia esisteva da prima di diventare Stato, è vero anche che la Sardegna con questa Italia non aveva avuto nulla a che vedere. Se le altre regioni della penisola avevano un rapporto di cultura, storia e lingua in comune -ad esempio il Rinascimento o la ricerca comune di uno standard di lingua unitario, dalla Scuola Siciliana a Dante, fino a Manzoni- la Sardegna aveva sviluppato una identità propria, come pezzo del Regno di Spagna. Fino al ‘700 alle nostre elite, nobili del prospero impero coloniale spagnolo, dovevate apparire come un insieme di piccoli regni divisi su tutto, una penisola in decadenza -come ben descriveranno un secolo dopo alcuni illustri francesi in viaggio per l’Italia- la cui unica parte progredita (il Regno delle due Sicilie) era imparentata con la corona spagnola. Vede caro Galassi, è questione di prospettiva. Il problema sta proprio qua: se non si riconosce l’alterità oggettiva della Sardegna, per storia, cultura e lingua, non la si capirà mai. Se non si considera la Sardegna con la sua diversità e non la si rispetta, questo rapporto con l’Italia continuerà a basarsi su un malinteso di fondo. Insomma è chiaro che se la Sardegna per voi ‘penisolani’ continua ad essere la periferia; diventa legittimo, che lo sguardo della Sardegna diventi sempre di più uno sguardo autonomo e rivolto all’Europa, sempre più distratto da questa Italia che si riduce ogni giorno di più a periferia.

Del resto, prima di diventare italiani, noi ci siamo sempre sentiti a nostro agio, qui nel Mediterraneo, al centro di tutto.

Questo articolo si era perso tra mille bozze, ma dopo 3 anni gli facciamo prendere aria, perche fa tristezza il pensiero che debba rimanere nel buoio della soffitta dei pensieri, o se preferite la si può chiamare volgarmente “dimenticatoio”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...