Catania e le Eolie, per chi è capace di guardare

Non c’è nulla di superficiale al sud. Nulla che sia visibile al primo sguardo. Per questo il sud non è per tutti; il sud è per chi è capace di guardare.

Catania

Catania è un gigante lento, stanco, malinconico e assonnato. Un mastodonte che ha perduto la fiducia nel prossimo e la voglia di sperare nel futuro. È una città che potrebbe essere di una bellezza sublime ma, escluse due o tre strade e le tre piazze del centro, è sottomessa a delle menti criminali . ‘Criminale’ è un termine scelto. La parola precisa per chiamare chi, davanti alla bellezza pura, non è capace di altro se non di umana miseria. La spazzatura e il degrado si sommano alla decadenza dietro facciate barocche e fontane maestose. Un quartiere di prostitute e auto ormai inutilizzabili sta a pochi passi da stazione e porto, in pieno centro storico. Eppure la ricchezza decadente dei palazzi signorili racconta di una Sicilia più che prospera: opulenta.

Ha tre piazze, Catania, che valgono il viaggio. Sono di una bellezza che stordisce. Ha i giardini ottocenteschi più eleganti che abbia mai visto. Un’oasi di frescura per una città calda e lenta. Un luogo senza tempo.

 

Non merita mezze misure questo pezzo di Sicilia. Le sfumature si, quelle necessarie alla sua indole barocca, messe tutte insieme per stupire chi le vede. Qui una cosa bella lasciata sola non ha senso, la bellezza merita una rumorosa compagnia. Eppure il brutto, il degrado e l’emarginazione non vanno lasciati soli.

Catania è barocca anche quando è liberty. Lo è in tutto, ma con eleganza.

A Catania non si mangia si stordiscono le papille gustative. Questa città, aperta come le vocali della sua lingua, ha poco tempo da spendere per i convenevoli: la gentilezza e il rispetto non si coprono col tono della voce. Poca ipocrisia è concessa, meglio la sincerità: sorridi se sei allegro, appari annoiato se lo sei, alza la voce se è il momento. Catania parla catanese, senza timore, con naturalezza e piacere.

Qui in questo pezzo di Sicilia il bello e il brutto vivono insieme senza disturbarsi troppo l’un l’altro.

È tempo che il bello si armi per fare la guerra al brutto, qui a Catania. Questa città lo merita. Se lo meritano i suoi abitanti chi vi scrive non può saperlo.

Psp (post scriptum politico). Il sindaco di Catania è del PD, ex Ministro della Repubblica e influente elefante del partito…non ho sentito dire molto sulla spazzatura, le prostitute in strada, di giorno, in pieno centro, le auto senza ruote, i divani vecchi sui marciapiedi e l’abusivismo degli ambulanti. Anzi non ho sentito dire nulla.

Isole Eolie

Lipari

Delizioso borgo adagiato ai piedi di una rocca che pullula di un turismo di massa ma tranquillo. Tante barche, poche spiagge. Paesaggi mozzafiato tra scogliere scure che si sono prese a forza un loro pezzo di mare. È come se questa isola avesse costretto il blu unico del Mare di Sicilia a lasciarle un po’ di spazio.

Lipari è uno scoglio alto quanto una montagna che cola verso il mare.

Salina

Abbiamo tutti un’isola deserta della mente; un’utopia utile, come l’acqua sulla brace, a spegnare le delusioni della città, i ritmi incalzanti del lavoro e ogni ansia del domani.

Salina somiglia a quell’utopia: Piccola, indifferente al mondo fuori. Se non fosse per i turisti che l’assaltano rimarrebbe un piccolo paradiso per chi chiede una vita dolceamara.

Ps. Del pane cunzatu vi diranno tutti: prendetene metà. Voi lo prenderete intero e pagherete per il vostro peccato.

Panarea

Un’isola bella e bianca, tutta bianca. Tutta pulita, tutta ben tenuta, tutta uguale. Una Costa Smeralda in miniatura. Non si riconosce il vecchio dal nuovo, non ci troverete persone vere ma ristoranti, case vacanza, negozi di souvenir e gente ricca, circondata dal mare più bello e più limpido. Bella e finta.

Stromboli

Un’isola magica abitata da persone che vivono ai piedi di un vulcano che sputa lava. Tutta bianca, molto turistica ma genuina. Un luogo di gente che “se la vive”. Un luogo di intrepidi equilibristi sempre in bilico sul filo. Le sue spiagge nere nere, fatte di polvere vulcanica e le sue rocce pastose e scure la fanno sembrare un mondo a parte.

E forse Stromboli è proprio questo: un mondo a parte, dove le persone vivono alla giornata, in una precarietà rassicurante con un ottimismo ineguagliabile. Tanto ottimisti che hanno imposto il bianco lucente delle case a questo gigante nero. Salgono tutti su fino alla piazza del paese, ventilata e piena di balconate panoramiche. C’è chi sale ancora più su fino alla bocca del vulcano. Noi ci limitiamo a guardarlo dal mare all’imbrunire, questo gigante sputafuoco. È una pentola che bolle Stromboli.

Le Eolie sono disegnate dal vento e dalla natura più violenta. Le genti che le abitano hanno imparato a convivere con dolcezza con quei giganti di foco, con quei venti che soffiano sempre, almeno un pochino.

Garibaldi disse della Maddalena che era il posto perfetto per un marinaio come lui perche si sentiva come su una nave in mezzo al mare. Le Eolie le avrebbe amate ancor di più. Gli eoliani sono tutti dei marinai che sfidano il mare.

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